Bando Regione Lombardia per smart working: stanziati 4,5 milioni di euro


Nell’ambito delle misure adottate dal Governo italiano per il contenimento e la gestione dell’emergenza dovuta all’epidemia da COVID-19 (Coronavirus), il DPCM dell’11 marzo 2020 raccomanda il massimo utilizzo, da parte delle imprese, di modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza.

In questo contesto, per agevolare le imprese lombarde e attuare piani di implementazione di smart working, Regione Lombardia ha indetto un bando che stanzia 4,5 milioni di euro per la promozione di piani smart working.

Il bando è finalizzato alla promozione di un modello organizzativo che consente una maggiore flessibilità per quanto riguarda il luogo e i tempi di lavoro.

Indice:

  • Lo smart working
  • Chi può aderire al bando?
  • Fondi stanziati
  • Chi può partecipare e quando?
  • Come partecipare

Lo smart working

Flessibilità, autonomia, responsabilizzazione, orientamento ai risultati: con queste parole chiave si potrebbe sintetizzare la filosofia che sta alla base dello smart working.

In altre parole si tratta di lavoro “agile” che può essere adottato con notevoli vantaggi non solo per i datori di lavoro ma anche per i dipendenti. Adottare piani di smart working consente alle imprese di incrementare la produttività e aumentare il benessere dei lavoratori.

Non si tratta quindi di semplice lavoro da remoto, ma una vera e propria rivoluzione rispetto alle canoniche modalità di lavoro così come lo conosciamo. Il lavoro agile o smart working è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali e un’organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, definita con un accordo tra dipendente e datore di lavoro. Una modalità, quindi che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività.

Una soluzione, quella dello smart working, che risulta fondamentale per garantire la continuità operativa a seguito dei provvedimenti restrittivi adottati dalle autorità competenti italiane per contenere la diffusione del Coronavirus, diventato ora pandemia.

Chi può aderire al bando?

Il bando di Regione Lombardia è rivolto ai datori di lavoro, iscritti alla Camera di Commercio o in possesso di partita IVA, con almeno 3 dipendenti, per:

  • Azione A: servizi di consulenza e formazione finalizzati all’adozione di un piano di smart working con relativo accordo aziendale o regolamento aziendale approvato e pubblicizzato nella bacheca e nella intranet aziendale
  • Azione B: acquisto di “strumenti tecnologici” per l’attuazione del piano di smart working

Le attività dovranno essere svolte esclusivamente presso sedi operative o di esercizio lombarde.

Fondi stanziati

L’iniziativa di Regione Lombardia è finanziata con risorse del POR FSE 2014-2020 – ASSE I “Occupazione”, a valere sull’Obiettivo specifico 8.6, Azione 8.6.1.

La dotazione finanziaria è pari a 4.500.000 euro, suddivisi come segue:

  • € 3.000.000 destinati alla realizzazione di interventi nell’ambito dell’Azione A – Supporto all’adozione del piano di smart working
  • € 1.500.000 destinati alla realizzazione di interventi nell’ambito dell’Azione B – Supporto all’attuazione del piano di smart working.

Chi può partecipare e quando?

Possono partecipare al bando di Regione Lombardia i soggetti che esercitano attività economica e che intendono adottare e attuare un piano aziendale di smart working:

  • imprese iscritte al Registro delle Imprese della Camera di Commercio di competenza
  • soggetti in possesso di partita IVA

Le domande di adesione al bando potranno essere presentate a partire dal 2 aprile 2020 fino al 15 dicembre 2021.

Come partecipare

Per poter partecipare al bando è necessario rispettare i requisiti e le modalità previsti dalla Regione Lombardia, corredando la domanda della documentazione tecnica necessaria.

La domanda di finanziamento al bando dovrà essere presentata dal soggetto beneficiario dell’agevolazione obbligatoriamente in forma telematica, per mezzo del Sistema Informativo Bandi online, pena la non ammissibilità.

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