Garante Privacy: relazione annuale 2019


Oggi il garanteprivacy ha presentato la sua relazione annuale 2019.

Ecco alcuni spunti interessanti per i dpo e i consulenti privacy.

  • L’attenzione all’Io digitale, alle nuove tecnologie e controllo e alla necessità di porre l’attenzione sullo smartworking e al suo uso consapevole. Lecito e corretto da parte dei titolari del trattamento con il diritto del lavoratore alla disconnessione
  • L’attenzione al contact tracing che deve essere rivolto ai contatti e non ai dati delle persone e alla proporzionalità della raccolta. La tecnologia deve essere al servizio dell’uomo digitale e alla maggior conoscenza
  • Un approfondimento sul tema della cyber security con particolare sottolineatura al fatto che non esiste protezione del dato senza sicurezza informatica. Il garante ha anche riflettuto sull’importanza della difesa del dato da parte della pubblica amministrazione invitando il parlamento a pensare di investire su un cloud pubblico. Nel 2019 l’autorità ha ricevuto 1436 notifiche di violazione dati
  • La necessità di rivedere la norma sulla conservazione dei dati di traffico, rivedendo i tempi di conservazione che oggi sono di 6 anni e che dovrebbero almeno rispettare le indicazioni della Corte di giustizia europea (max 2 anni)
  • Un monito rispetto all’uso etico da parte dell’azienda di sistemi di riconoscimento facciale, che non devono essere generalizzati ma limitati a campi ben specifici. Richiamo importante alla luce dei tanti strumenti di controllo accessi proposti all’indomani dell’emergenza COVID
  • Una sottolineatura rispetto ai criteri GDPR che devono essere rispettati per quel che riguarda i trattamenti dati di geolocalizzazione e profilazione utenti.

Molto altro lo potrete trovare nella relazione pubblicata sul sito del Garante per la protezione dei dati

Se ti è piaciuto l'articolo condividi: