L’ 8 giugno in occasione del convegno “Big Data. Connessione e Pluralismo 2.0” è stata presentata l’indagine preliminare conoscitiva sui Big Data dell’Agcom avviata un anno fa dalle tre Autorità di regolazione Agcom, Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) e Garante per la protezione dei dati personali.

Secondo un rapporto di IDC e Open Evidence, il valore del mercato dei dati in Europa raggiungerà, nel 2020, i 106 miliardi di euro, a fronte di una stima pari a 60 miliardi, per il 2016, con un impatto diretto sull’intera economia continentale che raggiungerà il 4% del PIL.

In molti ambiti, sia privati che pubblici, l’utilizzo di tecniche di analisi di big data ha permesso di creare nuovi servizi, migliorare quelli esistenti, innovare i processi produttivi e distributivi, rendere l’offerta di tutti i prodotti e servizi (anche non digitali) più rispondenti alle esigenze di consumatori e cittadini.

Tuttavia nella maggior parte dei casi gli utenti non sono consapevoli che i dati da loro ceduti possono essere riutilizzati per diverse finalità anche commerciali.

Secondo il Garante Privacy, nelle parole del Segretario Generale Giuseppe Busia, il GDPR rappresenta un’arma di difesa dei cittadini grazie alla maggior trasparenza sull’utilizzo dei dati sia attraverso al consenso, che deve essere chiaro ed esplicito, sia tramite il diritto alla portabilità dei dati in grado di spostare questi ultimi da una web company ad un’altra.

Fonte AGCOM